THE MOUNTAIN GAZE
by Giò Forma
A 2.275 metri di altitudine, sulla sommità di Plan de Corones, in Alto Adige, LUMEN Museum of Mountain Photography ridefinisce il rapporto tra architettura, immaginario e paesaggio alpino. Nato dalla riconversione dell’ex stazione della funivia del Kronplatz, il museo trasforma un’infrastruttura tecnica in un luogo permanente di riflessione culturale, dedicato alla fotografia di montagna e alla lunga, ininterrotta fascinazione dell’uomo per l’alta quota. Con una superficie di 1.800 metri quadrati distribuiti su quattro livelli, LUMEN si configura come un dispositivo spaziale complesso. Un sistema in cui progetto architettonico, allestimento e paesaggio concorrono a costruire un’esperienza immersiva e stratificata. L’intervento conserva la natura infrastrutturale dell’edificio originario, lavorando per innesti e adattamenti che ne amplificano la potenza percettiva, senza mai trasformarlo in un oggetto iconico autonomo rispetto al contesto. Il progetto di allestimento, firmato da Giò Forma, assume la fotografia non come semplice contenuto espositivo, ma come vera e propria materia progettuale. LUMEN non si attraversa in modo lineare: si esplora attraverso sequenze, soglie e improvvise aperture visive, in un dialogo costante tra interno e orizzonte.
Un museo in alta quota che trasforma l’infrastruttura in dispositivo culturale.
Al LUMEN Museum of Mountain Photography, il progetto di allestimento firmato da
Giò Forma mette in dialogo architettura, fotografia e paesaggio.
Il programma curatoriale si articola tra mostre permanenti e temporanee che attraversano la storia della fotografia di montagna, dalle origini ottocentesche alle più avanzate sperimentazioni digitali. Ma il museo supera la dimensione storica per proporre una lettura interdisciplinare del tema: la montagna emerge come costruzione culturale, spazio simbolico e politico, luogo di avventura, turismo, spiritualità e conflitto. Un territorio che, attraverso la fotografia, diventa strumento di indagine sul modo in cui l’uomo guarda, conquista, idealizza e rappresenta l’estremo. Elemento iconico del museo è The Shutter, una struttura monumentale e cinetica che si apre e si chiude come il diaframma di una macchina fotografica. Trasformandosi in schermo di proiezione, questo dispositivo sintetizza il senso profondo del progetto: la montagna come soggetto che prende forma attraverso un atto di visione controllata, selettiva, mai neutra. Un gesto architettonico che riflette sul rapporto tra tecnologia, immagine e paesaggio. Accanto al percorso espositivo, LUMEN integra esperienze immersive come la Room of Mirrors ed Eagle View, installazione in realtà virtuale che consente di sorvolare le Dolomiti da una prospettiva inedita. Qui la tecnologia diventa strumento per ampliare il campo percettivo e interrogare nuove modalità di relazione con il territorio. La posizione del museo è parte integrante della sua identità. Nel cuore delle Dolomiti, LUMEN si affaccia su un paesaggio che non è semplice sfondo, ma contenuto attivo del progetto. La presenza di un ristorante panoramico stellato Michelin e di spazi dedicati a eventi e conferenze rafforza la vocazione del museo come luogo abitabile tutto l’anno, capace di generare cultura oltre la stagionalità turistica, restituendo alla montagna una dimensione permanente di pensiero, visione e progetto.
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
LUMEN Museum, Plan de Corones. Set up by Giò Forma. Ph by Marco Zanta
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WHITE CIRCLE
Nel tempo delle Olimpiadi invernali, la montagna torna al centro del progetto contemporaneo. WHITE CIRCLE osserva l’architettura in quota come luogo di disciplina e necessità
INHABITING THE ALPS
Un progetto firmato da Francesca Neri Antonello che interpreta l’abitare alpino come pratica di misura e continuità
QUIET RESONANCE
Un progetto firmato da Ambra Piccin che nasce dall’ascolto del luogo e dalla relazione silenziosa tra materia, luce e paesaggio


