BORDER WALL
Un muro, una barriera, un’infrastruttura progettata per delimitare uno spazio è una dichiarazione di intenti. Il Border Wall tra Stati Uniti e Messico è l’incarnazione perfetta di questa dinamica. Una linea di cemento e acciaio che si snoda per oltre 3.145 km lungo il confine meridionale degli Stati Uniti, un’icona di divisione che esiste tanto nella realtà quanto nell’immaginario politico e culturale. L’idea di un confine fortificato tra Stati Uniti e Messico non è nuova. Già negli anni ‘90, sotto l’amministrazione Clinton, furono costruite le prime barriere per limitare l’immigrazione irregolare nelle zone strategiche di San Diego, El Paso e Tucson. Ma è con l’amministrazione di Donald Trump che il Border Wall è diventato un’arma politica, marchio di fabbrica. Trump ha trasformato il concetto di muro in una narrazione di dominio e sicurezza, promettendo una struttura impenetrabile, alta 9 metri, finanziata dal Messico, dotata di sensori, torri di sorveglianza e tecnologie di sicurezza avanzate. Ma la realtà è ben diversa: il confine tra Stati Uniti e Messico è sempre stato poroso, caratterizzato da paesaggi mutevoli e confini naturali, con deserti che si estendono per chilometri, fiumi, montagne e città gemelle separate da un confine invisibile. L’architettura del muro è stata quindi ibrida e adattiva, trasformandosi nel tempo da una barriera fisica a una dichiarazione politica. Se il Muro di Berlino divideva due visioni del mondo, il Border Wall non separa solo due nazioni, ma due idee di futuro: apertura e chiusura, inclusione ed esclusione.
Il muro separa, ma al tempo stesso unisce nel dissenso.
Anche i muri più impenetrabili possono essere smontati concettualmente,
ridefiniti attraverso l’arte e l’architettura.
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Uno degli interventi più potenti è il Teeter-Totter Wall, un progetto dello studio di architettura Rael San Fratello, realizzato nel 2019 in collaborazione con il Colectivo Chopeke. L’installazione è tanto semplice quanto rivoluzionaria: tre altalene rosa inserite negli spazi vuoti della barriera, che hanno permesso ai bambini di El Paso, negli Stati Uniti, e di Anapra, in Messico, di giocare insieme, trasformando il simbolo della separazione in un’esperienza di connessione. Per venti minuti, il 28 luglio 2019, il muro è stato un ponte invece che una barriera. Il progetto, che ha vinto il prestigioso Beazley Design of the Year Award nel 2020, dimostra come l’architettura possa sovvertire il proprio stesso significato. Laddove il potere vede divisione, il design introduce dialogo. Laddove l’infrastruttura vuole essere impenetrabile, l’arte la trasforma in un’esperienza condivisa. In ogni caso, una cosa è certa: il muro è stato finanziato dagli Stati Uniti, non dal Messico, come invece suggeriva la retorica trumpiana. Se il Border Wall è una dichiarazione politica, allora è necessario depoliticizzarlo attraverso l’architettura e la ricerca. Il libro Borderwall as Architecture dello studio Rael San Fratello esplora proprio questa idea: può una barriera diventare un’opportunità per lo sviluppo sociale ed economico? Attraverso una serie di progetti concettuali e proposte provocatorie, il libro invita a ripensare il confine come uno spazio da abitare, non da dividere. Alcune idee suggeriscono l’integrazione del muro con infrastrutture ecologiche e culturali, mentre altre lo trasformano in una piattaforma di interazione sociale, capace di riunire invece di separare.
Tre altalene rosa inserite negli spazi vuoti della barriera,
hanno permesso ai bambini di El Paso, negli Stati Uniti, e di Anapra, in Messico,
di giocare insieme, trasformando il simbolo della separazione
in un’esperienza di connessione.
Dove il potere cerca di stabilire una divisione assoluta, l’architettura e l’arte trovano spazi di intersezione. Dove il muro si erge per impedire il movimento, la creatività introduce modi per aggirarlo, per giocare con esso, per trasformarlo in qualcos’altro. L’architettura della separazione non è mai definitiva.
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Teeter-Totter Wall, designed by artists Ronald Rael and Virginia San Fratello with Colectivo Chopeke, 2019
Borderwall as Architecture, Ronald Rael
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