GARDEN
WITH HOUSE

Non una casa con giardino, ma un giardino con la sua casa. È questo il principio radicale che guida il progetto di Casa La Paz, firmato dallo studio Ludwig Godefroy Architecture. In questa residenza di 200 m² immersa nel paesaggio desertico messicano, l’architettura inverte la logica abitativa tradizionale: non è più l’abitazione a contenere il giardino, ma il giardino a plasmare la casa. Il progetto nasce dal desiderio di fondere interno ed esterno in un’unica entità porosa, permeabile, viva. La casa e il suo giardino non sono più due corpi separati ma un unico sistema continuo, in cui lo spazio aperto non è un complemento, ma il cuore stesso dell’abitare. Il sito originario di Casa La Paz era segnato da una relazione sottile ma essenziale tra la morfologia del suolo e un letto di fiume asciutto sul lato sud. L’intervento si pone come obiettivo non la cancellazione di questo equilibrio, ma la sua amplificazione. La casa si adagia sul terreno, lasciando che la topografia continui a raccontarsi.

Non una casa con giardino, ma un giardino con la sua casa.
A Casa La Paz, l’architettura ribalta la logica abitativa tradizionale.
Interno ed esterno si fondono in un unico organismo vivo e poroso.

Diventa un tramite, una soglia tra la terra e il suo corso fossile, senza mai volerli dominare o interrompere. Il risultato è un’architettura attraversabile. Un progetto che si comporta come un sentiero: invita a muoversi, ad abitare seguendo la luce e i cambiamenti del giorno. La casa non è un volume chiuso ma un insieme di padiglioni, piccoli episodi spaziali che generano angoli, scorci, atmosfere diverse. La coabitazione è possibile anche nella separazione: si è insieme, ma mai sovrapposti. È il giardino stesso a diventare lo spazio domestico per eccellenza. Non ci sono confini rigidi: l’interno è l’esterno, il pieno nasce dal vuoto. È una casa disegnata per sottrazione. Il progetto non parte dallo spazio costruito, ma da ciò che lo circonda: dal vuoto che protegge, isola, orienta. Questo spazio centrale, costellato di cactus colonnari, alberi e arbusti contorti, diventa filtro visivo verso l’esterno, barriera naturale, ma soprattutto generatore di interiorità. Ogni ambiente respira insieme al paesaggio, avvolto da una sensazione di benessere che nasce non dall’accumulo ma dalla relazione. E così, nel deserto, l’idea stessa di casa si rovescia: non più rifugio chiuso, ma paesaggio vissuto. Un luogo da attraversare, come si attraversa la terra.

Garden with house 01

Casa La Paz. Project by Ludwig Godefroy Architecture, La Paz, Mexico. Photo by Cesar Belio

Un posto sicuro da chiamare casa_01

Casa La Paz. Project by Ludwig Godefroy Architecture, La Paz, Mexico. Photo by Cesar Belio

Garden with house 03

Casa La Paz. Project by Ludwig Godefroy Architecture, La Paz, Mexico. Photo by Cesar Belio

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Casa La Paz. Project by Ludwig Godefroy Architecture, La Paz, Mexico. Photo by Cesar Belio

Garden with house 05

Casa La Paz. Project by Ludwig Godefroy Architecture, La Paz, Mexico. Photo by Cesar Belio

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