ICONE BRUTALISTE

Recentemente è trapelata sui media statunitensi la bozza di un ordine esecutivo del presidente Donald Trump, intitolato “Making Federal Buildings Beautiful Again”. Il documento richiederebbe un ritorno allo stile architettonico classico per gli edifici federali, sostituendo quello contemporaneo, accusato di creare ambienti “degradati e disumanizzanti”. Nel testo, Trump critica soprattutto gli edifici modernisti e brutalisti realizzati dagli anni ’50 in poi, citando esplicitamente due opere di Marcel Breuer a Washington. L’American Institute of Architects (AIA) ha reagito con una lettera aperta, condannando la proposta di una direttiva centralizzata e affermando che le decisioni di progettazione dovrebbero spettare a progettisti e comunità locali, non ai “burocrati di Washington”. Secondo l’AIA, ogni stile architettonico ha valore e ogni comunità dovrebbe poter influire sulle strutture pubbliche che utilizza.

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33 Thomas Street, New York. Designed by John Carl Warnecke & Associates. Photo by Getty Images

Quali sono i più affascinanti edifici brutalisti di New York?
A New York, tra i grattacieli di vetro, si distingue il misterioso edificio brutalista del 33 Thomas Street. Progettato da John Carl Warnecke & Associates e completato nel 1974, l’edificio, alto 167 metri con 29 piani, è un monolite privo di finestre, rivestito in granito grigio, che domina il quartiere di Tribeca con un aspetto inquietante e impenetrabile. Originariamente concepito come hub di telecomunicazioni per AT&T, la struttura senza finestre è stata progettata per resistere a disastri e attacchi nucleari, con riserve autonome di acqua e cibo per settimane. Nel tempo, questa particolarità ha alimentato numerose leggende urbane e ispirato artisti e registi, che l’hanno reso simbolo di controllo, anonimato e alienazione urbana.
Il 33 Thomas Street sarebbe anche al centro di una controversia sulla sorveglianza: secondo documenti rivelati da Edward Snowden nel 2016, l’edificio sarebbe utilizzato segretamente dalla NSA (National Security Agency) con il nome in codice “Titanpointe”, per raccogliere dati dalle comunicazioni internazionali, accentuando ulteriormente la sua aura distopica e misteriosa.

Tra i landmark brutalisti di New York
ricordiamo il misterioso grattacielo senza finestre al 33 di Thomas Street
e l’iconico edificio al 945 Madison Avenue progettato da Marcel Breuer.

Lineare, impenetrabile e crudo, il brutalismo è uno stile architettonico nato nel Regno Unito e diffusosi anche a New York. Oltre al noto grattacielo senza finestre al 33 Thomas Street di Lower Manhattan, un altro esempio iconico si trova nell’Upper East Side, al 945 Madison Avenue. Progettato negli anni ’60 dall’architetto Marcel Breuer come terza sede del Whitney Museum of American Art, il palazzo brutalista di granito e cemento ha accolto negli anni importanti esposizioni, tra cui l’ultima retrospettiva di Jeff Koons prima che il Whitney si trasferisse nel Meatpacking District nel moderno edificio di Renzo Piano. Nel 2016 il Metropolitan Museum of Art ha preso in gestione il palazzo, ribattezzato Met Breuer, utilizzandolo per quattro anni come spazio espositivo per l’arte contemporanea. Tra le mostre più celebri ricordiamo la rivoluzionaria “Like Life: Sculpture, Color, and the Body” del 2018, con opere da Donatello a Degas, da Canova a Charles Ray. Successivamente l’edificio ha ospitato temporaneamente la Frick Collection, prestigiosa raccolta d’arte fondata dal collezionista Henry Frick. A fine 2024 Sotheby’s ha annunciato che lo studio Herzog & de Meuron, vincitore del Premio Pritzker, si occuperà della ristrutturazione del palazzo. La celebre casa d’aste ha acquisito la struttura, situata su Madison Avenue a New York, dal Whitney Museum. Il progetto di ristrutturazione, realizzato in collaborazione con lo studio newyorkese PBDW Architects, comprenderà una sala d’aste rinnovata, nuovi spazi espositivi e aree ristorative, con termine dei lavori previsto per l’autunno 2025.
«Come già avvenuto nel nostro lavoro per il Park Avenue Armory, affronteremo il progetto del Breuer con entusiasmo e grande rispetto per la sua visione originale. Riportando in vita spazi perduti, inserendone nuovi con interventi delicati e utilizzando materiali accuratamente selezionati, l’edificio sarà preparato per il suo nuovo ruolo nel mondo delle aste e sarà nuovamente accessibile ai visitatori e ai cittadini di New York». Jacques Herzog

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945 Madison Avenue, New York. Designed by Marcel Breuer. Photo by Max Touhey

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945 Madison Avenue, New York. Designed by Marcel Breuer. Photo by Ed Lederman

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Installation at Breuer Building, New York

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Installation at Breuer Building, New York

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