NUOVA VITA PER
L’ISTITUTO MARCHIONDI

L’Istituto Marchiondi Spagliardi venne realizzato a Milano tra il 1953 e il 1957 su progetto dell’architetto Vittoriano Viganò. L’edificio, destinato a essere la nuova sede del riformatorio milanese, ebbe tra i suoi allievi più illustri anche il grande pittore Giovanni Segantini. La struttura di Baggio ha ospitato negli anni 300 ragazzi con problemi cognitivi o difficoltà comportamentali. Ma l’edificio aveva ben poco del carcere o dell’edificio di detenzione: quello che colpisce ancora oggi, nonostante i decenni di abbandono, è la luminosità e la chiarezza compositiva. La lezione di Le Corbusier e dei BBPR pare qui totalmente assorbita da parte di Viganò: la modularità dell’insieme è leggibile in ogni elemento. Il progetto nasce in un periodo in cui la riflessione sulla dimensione estetica del cemento armato era molto sviluppata e pienamente allineata con le ricerche più avanzate dell’Europa occidentale. Il termine brutalismo, coniato nel 1954 nel Regno Unito, prende spunto dalla fenomenale duttilità e resistenza del materiale più utilizzato di quegli anni: il cemento armato, appunto, che in francese è chiamato béton brut. Gli Anni Cinquanta per Milano sono un decennio in cui si assiste alla realizzazione di numerosi edifici estremamente interessanti, come la Torre Velasca, portata a termine dallo studio BBPR quasi nello stesso momento rispetto all’Istituto Marchiondi Spagliardi.

Nuova vita per l’Istituto Marchiondi Spagliardi
che diventerà una residenza universitaria dedicata all’arte.
Lo studentato si estenderà su 21.000 metri quadrati
e potrà ospitare 170 studenti.

Oggi l’edificio è di proprietà comunale. Dopo un lungo impegno delle istituzioni per ridare vita a questa struttura, nel 2024 l’immobile è stato concesso in comodato d’uso gratuito per 40 anni alla Fondazione Collegio delle Università Milanesi, con l’obiettivo di trasformarlo in una residenza universitaria. La nuova residenza, che sorgerà sull’area attualmente occupata dall’edificio in disuso, si estenderà su oltre 21.000 metri quadrati. Sarà incentrata sull’arte come elemento distintivo: si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia (una delle prime in Europa). Lo studentato sarà rivolto principalmente a studenti delle facoltà artistiche, come quelle delle arti figurative, musicali e performative. Ma sarà accessibile anche a studenti di altre discipline, purché interessati a sviluppare la propria sensibilità artistica.

L’Istituto Marchiondi, progettato da Vittoriano Viganò
e realizzato a Milano tra il 1953 e il 1957,
è uno dei protagonisti del brutalismo italiano.
Un suo modello è oggi esposto al MoMA di New York.

L’Istituto Marchiondi è indubbiamente uno dei protagonisti del brutalismo italiano tanto che un suo modello è oggi esposto al MoMA di New York. Concepito come una cittadella indipendente, il complesso include spazi per l’educazione, l’avviamento al lavoro, le cure mediche e psichiche di ragazzi bisognosi. Ma sono presenti anche spazi per lo svago e il gioco, sfruttando i benefici di una gestione centralizzata di servizi e impianti. Nelle parole di Viganò, doveva anche promuovere processi di autocoscienza e sentimenti di libertà. L’Istituto è formato da diversi edifici orientati ortogonalmente e organizzati lungo un asse distributivo principale, un passaggio coperto organicamente integrato agli spazi aperti delimitati dal muro perimetrale.

istituto marchiondi

Istituto Marchiondi Spagliardi, Vittoriano Viganò, Milano 1957 | Photo: Francesca Fagnano

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Istituto Marchiondi Spagliardi, Vittoriano Viganò, Milano 1957 | Photo: Francesca Fagnano

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Istituto Marchiondi Spagliardi, Vittoriano Viganò, Milano 1957 | Photo: Francesca Fagnano

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Istituto Marchiondi Spagliardi, Vittoriano Viganò, Milano 1957 | Photo: Francesca Fagnano

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Istituto Marchiondi Spagliardi, Vittoriano Viganò, Milano 1957 | Photo: Francesca Fagnano

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