SIDI HARAZEM

OASI BRUTALISTA

Sidi Harazem è un’oasi a 12 km da Fès, in Marocco. Un luogo geografico simbolico: qui sgorga una sorgente di acqua calda considerata dal popolo berbero sacra e benedetta protetta dal Santo che porta lo stesso nome, il cui mausoleo si trova nei pressi della fonte. Nell’oasi sorgevano le abitazioni in terra cruda di una comunità di coltivatori e tre grandi vasche dove uomini, donne e bambini si recavano per i bagni termali. Il luogo è frequentatissimo, la presenza del santo è l’origine di un moussem, una grande festa annuale, e la fonte fa affluire un grande turismo interno.

Sidi Harazem è un’oasi
dove sgorga una sorgente di acqua calda considerata sacra dal popolo berbero.
Nel 1955 il progetto del primo complesso termale del Marocco
viene affidato a Jean-François Zevaco che la trasforma in un’oasi brutalista.

All’indomani dell’indipendenza, un turismo balneare di matrice europea – trainato tra gli altri dal Club Meditérranée – arriva a valorizzare le coste. Ma allo stesso tempo il governo lavora per sviluppare il turismo della popolazione locale. Per questo il governo marocchino, alla fine del protettorato francese nel 1955, prevede per quest’area, frequentata e venerata da secoli, il progetto del primo complesso termale del Marocco. L’incarico viene affidato a Jean-François Zevaco. L’architetto traduce le intenzioni della committenza pubblica in un progetto denso di lirismo, sintesi tra estetica brutalista, identità culturale araba e paesaggio. In questo caso l’uso del calcestruzzo grezzo da parte di Zevaco nel progetto delle terme non è una pedissequa adozione del linguaggio architettonico brutalista, divenuto nel Marocco post-coloniale sinonimo di modernità, bensì una scelta espressiva. Il progetto di Sidi Harazem riverbera la straordinaria abilità di Zevaco nel recepire nel proprio linguaggio architettonico il brutalismo di Le Corbusier e l’organicismo di Wright, letti attraverso la lente della propria identità culturale e rielaborati in un linguaggio architettonico intensamente originale nel quale emergono la sensibilità per i valori plastici e ambientali ed il virtuosismo tecnico-costruttivo.

L’interazione di pratiche tradizionali con forme nuove non funzionò
e negli ultimi trent’anni il complesso ha conosciuto una stagione di declino.
Su questa ibernazione ha scelto di operare l’architetto marocchino Aziza Chaouni
con un nuovo progetto partecipativo.

L’interazione di pratiche tradizionali con forme nuove e la sostanziale evoluzione della storia e degli usi della popolazione, hanno fatto si che negli ultimi trent’anni il complesso abbia conosciuto una stagione di declino. Un declino peculiare, fatto di diverse storie e diversi pezzi. È su questa ibernazione che ha scelto di operare l’architetto marocchino Aziza Chaouni, che ha di fatto costruito un progetto di riattivazione dello stabilimento che agisce tanto sull’architettura quanto sui processi che la animano. Oltre al restauro delle opere brutaliste in calcestruzzo, il progetto punta a ristabilire la dimensione pubblica di Sidi Harazem. Questo ha reso l’opera stavolta economicamente e socialmente sostenibile. Chaouni, con la consulenza della curatrice Lucy Hofbauer e su mandato della Caisse de Dépôt et de Gestion, ha elaborato un conservation management plan. Questo progetto è risultato vincitore dei fondi Keeping it Modern della Getty Foundation destinati alla conservazione e attivazione del patrimonio architettonico moderno. L’intero processo basa la sua realizzabilità sulla sua matrice partecipativa: Chaouni è riuscita a riunire gli abitanti, anche i piccoli commercianti del luogo per la ridistribuzione delle attività nella kissaria e nella piazza. Giovani artisti invece si sono dedicati alla produzione di un plus intellettuale di interpretazione del luogo, mettendo in discussione vocazione e appartenenza del luogo stesso.

sidi harazem

Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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Complesso termale Sidi Harazem, Jean-François Zevaco 1960-75 | Photo: Andreea Muscurel

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