ST. CLEMENT

L’hotel che riscrive le regole dell’ospitalità londinese. Affacciato sul Tamigi e progettato dagli interior designer Eagle + Hodges, il nuovo hotel di Nick Jones, fondatore di Soho House, apre nel settembre 2026 con un’idea semplice: eliminare tutto ciò che rende impersonale l’esperienza alberghiera e costruire un luogo dove sentirsi più ospiti che clienti. Per oltre trent’anni Nick Jones ha cambiato il modo di vivere hotel, club e ristoranti attraverso Soho House. Con St. Clement questa esperienza si traduce in una visione ancora più personale dell’ospitalità. Più che inseguire l’effetto scenografico, il nuovo hotel sceglie di ridefinire il comfort quotidiano, eliminando piccoli rituali e convenzioni che da sempre accompagnano il soggiorno in albergo. Situato all’interno del nuovo sviluppo urbano 180 Quarter, nell’area di Temple, St. Clement occupa una posizione privilegiata lungo il fiume, in un quartiere che negli ultimi anni si è trasformato in uno dei nuovi poli culturali della capitale, tra residenze, gallerie, ristoranti e spazi creativi. È qui, in quello che Jones definisce «il luogo dove è nata Londra», che prende forma un hotel pensato per diventare un nuovo punto di riferimento della città, non soltanto un luogo dove pernottare.

Più che un albergo, un nuovo indirizzo londinese. Con St. Clement, Nick Jones
immagina un luogo da vivere e frequentare, dove l’ospitalità nasce dalla qualità
dell’esperienza più che dalla spettacolarità.

Gli interni reinterpretano l’idea del grande albergo inglese con un linguaggio più rilassato e contemporaneo. Jones lo descrive come «la nostra versione di un hotel come il Savoy se fosse costruito oggi»: niente formalità ostentate, ma materiali caldi, arredi vintage, opere d’arte e ambienti che ricordano più un’elegante casa privata che una struttura ricettiva. Nella lobby convivono pezzi di George Nakashima e Jean Royère, grandi composizioni floreali e una storica mappa di Londra del 1799, costruendo un’atmosfera raccolta e domestica. La stessa filosofia si ritrova nelle novanta camere, progettate privilegiando comfort e funzionalità. Anche le camere d’ingresso hanno dimensioni paragonabili a vere suite, mentre minibar gratuiti, lavanderia inclusa, ampi spazi contenitivi e un originale bathroom minibar con una selezione di prodotti beauty trasformano servizi spesso considerati accessori in parte integrante del soggiorno. È un approccio che sposta l’attenzione dall’apparenza alla cura quotidiana. Anche gli spazi comuni contribuiscono a costruire questa identità. Il ristorante Café Clement, guidato dallo chef Danny Bohan, propone una cucina ispirata alle brasserie francesi e italiane, mentre Bobbi’s Bar, con il sound system progettato da Devon Turnbull, prolunga la vita dell’hotel fino a notte fonda. A completare il progetto arriveranno Lunette, il ristorante di Florence Knight, un cinema privato e un health club sviluppato su tre livelli, con piscina di venticinque metri affacciata sul Tamigi, hammam, sauna, banya e ice bath. St. Clement nasce così con un’ambizione precisa: diventare un indirizzo abituale, parte della vita della città e di chi la attraversa. Un progetto che interpreta l’ospitalità contemporanea attraverso la qualità degli spazi, la naturalezza del servizio e una nuova idea di comfort, meno formale e più vicina al modo in cui oggi desideriamo abitare.

ST. CLEMENT 01

St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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St. Clement, London. Interior design by Eagle + Hodges. Ph courtesy of St. Clement

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