WOVEN ROUTES
by Fischbacher 1819
Fischbacher 1819. Turan fabric, Silk Road Collection
Con la collezione Silk Road, presentata oggi a Parigi, Fischbacher 1819 apre un nuovo capitolo della propria narrazione tessile. Non una semplice fonte d’ispirazione, ma un racconto materiale che prende forma a partire da una delle più potenti metafore culturali della storia: la Via della Seta. Un sistema di rotte che per secoli ha collegato Oriente e Occidente, trasformando il viaggio in esperienza di scambio culturale, spirituale e sensoriale. La Via della Seta non è mai stata solo una geografia commerciale, ma un archivio collettivo fatto di manufatti, pigmenti, simboli e incontri. Silk Road rende omaggio a questa complessità attraverso tessuti che evocano il gesto lento della mano artigiana, la profondità dei colori naturali e la resistenza delle fibre capaci di attraversare tempo e spazio. Ogni disegno porta il nome di una figura mitica, di una città dimenticata o di un paesaggio modellato dal vento e dalla luce: deserti, catene montuose, fiumi nascosti, bazar affollati. Trame raffinate, superfici scolpite e una palette cromatica ispirata alla terra bruciata dal sole, ai toni minerali e ai pigmenti consumati dal tempo costruiscono un’estetica che unisce la poesia del viaggio all’arte della trasformazione. Ogni tessuto diventa una mappa sensibile, un invito a esplorare territori culturali che continuano a influenzare il modo in cui abitiamo e progettiamo gli spazi. La collezione si distingue per la capacità di creare un ponte tra mondi e discipline: architettura e artigianato, spiritualità e design, emozione e funzione. Ne nasce una proposta senza tempo, capace di dialogare con interni contemporanei e contesti più classici con la stessa naturalezza. Un’idea di lusso narrativa e consapevole, fondata su materiali autentici e su una bellezza che non cerca l’effetto, ma la durata.
Intrecciare mondi.
Con Silk Road, Fischbacher 1819 trasforma il viaggio in materia tessile.
Una collezione che unisce memoria culturale,
artigianato e visione contemporanea.
La collezione nasce sotto la direzione creativa di Camilla Douraghy Fischbacher, artista e fotografa iraniano-americana, che porta nel progetto una sensibilità profonda per la narrazione, la materia e il gesto. «Questa collezione è più di una serie di tessuti – è un viaggio emotivo e culturale», racconta. «Onora lo spirito di connessione che un tempo definiva la Via della Seta. Ogni filo custodisce un frammento di quella storia: la visione, il coraggio e la poesia silenziosa degli incontri che hanno plasmato un’epoca». Silk Road si inserisce nel percorso più ampio del marchio verso un design colto, sostenibile e multiculturale. Tessuti per arredamento, tendaggi, tappeti, carte da parati e accessori confluiscono in un ecosistema coerente e versatile, pensato per architetti, interior designer e professionisti del progetto. Un sistema che intreccia tradizione e futuro senza nostalgia, ma con la consapevolezza che ogni filo può ancora raccontare il mondo. Interculturalità e accoglienza sono da sempre i fondamenti dell’universo Fischbacher 1819, incarnati da Camilla Douraghy Fischbacher e da Michael Fischbacher, sesta generazione della famiglia e chairman dell’azienda. Poliglotta e viaggiatore, Michael guida il brand con uno sguardo aperto e globale, trasformando ogni influenza culturale in occasione di ricerca, sperimentazione e costruzione di un immaginario in continua evoluzione. La collezione The Silk Road 2026 rappresenta la massima espressione di questo pensiero interculturale. Non un riferimento estetico, ma un manifesto. Un omaggio a quella fitta rete di scambi che, a partire dal II secolo a.C., ha unito l’Estremo Oriente al Mediterraneo, trasportando non solo seta, ma spezie, pietre preziose, porcellane, idee, religioni, lingue e conoscenze scientifiche. Un primo laboratorio di globalizzazione culturale. La scelta dell’Uzbekistan come luogo simbolico non è casuale. Qui vivevano i Sogdiani, mercanti di lingua persiana e straordinari mediatori culturali, capaci di mettere in relazione mondi diversi attraverso il dialogo. In loro, Fischbacher 1819 riconosce un modello antico e sorprendentemente attuale: un modo di stare nel mondo fondato su scambio, rispetto e curiosità. Con Silk Road, il tessuto torna a essere ciò che è sempre stato: un linguaggio universale, capace di connettere luoghi, persone e storie.
Camilla Douraghy Fischbacher. Ph Peter Hauser
Nayana fabric, Silk Road Collection. Ph Peter Hauser
Homa fabric, Silk Road Collection. Ph Peter Hauser
Homa fabric, Silk Road Collection
Homa fabric, Silk Road Collection
Niya, Silk Road Collection. Ph Peter Hauser
Pamir fabric, Silk Road Collection
Pamir fabric, Silk Road Collection
Di questo numero leggi anche:
THE SILK ROAD
Dalla Cina a Venezia, la Via della Seta rivive attraverso progetti contemporanei. Un viaggio fatto di materia, spazio e scambio culturale. Un atlante del movimento.
URBAN THRESHOLDS
Con il CCBD, Heatherwick Studio traduce l’eredità della Via della Seta in un nuovo spazio urbano, fatto di materia, artigianato e incontro.
DESERT MONUMENT
Progettato da MAD Architects, il museo di Ordos emerge dal Gobi come un gesto monumentale e organico. Un’architettura che trasforma un paesaggio di transito in spazio pubblico e simbolico.


