NOMADIC WORK
by Kengo Kuma & Associates
Il modello tradizionale dell’ufficio, torri di vetro e cemento, postazioni seriali, spazi standardizzati, appartiene a un mondo che non esiste più. Lo afferma con chiarezza Kengo Kuma, maestro giapponese che da decenni ridisegna il rapporto fra architettura, natura e tecnologia: “Il grattacielo novecentesco è stato concepito per i telefoni fissi: perseverare in quella forma oggi è un grosso errore”. La sua risposta prende forma in KuMO – Kuma Mobile Office, un sistema diffuso di piccoli volumi in legno immersi nella natura, concepiti come infrastruttura per un lavoro nomade e radicato nei territori. Il primo prototipo è sorto a Higashikawa, sull’isola di Hokkaidō, grazie al coinvolgimento diretto delle falegnamerie locali. Qui, moduli lignei a forma di box diventano al tempo stesso arredi, postazioni operative e unità strutturali, capaci di assorbire i carichi orizzontali dell’edificio. “Realizzeremo uffici in tutto il Giappone per accogliere un nuovo stile di lavoro: spazi strettamente connessi con la comunità locale che permettano alle persone di lavorare circondate dalla natura”, afferma Kuma, immaginando una rete interconnessa di KuMO che consenta di spostarsi liberamente da un ufficio all’altro, trasformando il lavoro in un’esperienza mobile, flessibile, relazionale. In questa visione il materiale non è ornamento ma politica del luogo: il legno innerva la struttura, radica l’edificio nel paesaggio e fa dell’ufficio un’infrastruttura civica oltre che professionale. La biofilia, intesa come esigenza di riconnessione con il vivente, si intreccia con la libertà di modulare i tempi e i modi del lavoro: chi predilige la concentrazione raccolta di una chashitsu (la stanza dedicata al consumo del tè), chi la convivialità di una sala comunitaria, chi la solitudine di una veranda tra i pini.
Kengo Kuma trasforma l’ufficio in un sistema diffuso
di piccoli volumi in legno immersi nella natura,
concepiti come infrastruttura per un lavoro nomade e radicato nei territori.
Con KuMO, il concetto di workplace evolve in ecologia di luoghi. Non più open space uniformi, ma una costellazione di ambienti eterogenei tra cui muoversi liberamente, secondo le necessità del momento. L’ufficio non è più un oggetto monolitico ma una piattaforma fluida, in cui comunità e paesaggio si intrecciano, la connessione digitale si alterna al silenzio e alla disconnessione, e il lavoro si trasforma in pratica culturale oltre che produttiva. KuMO è dunque più di un progetto architettonico: è un manifesto per il futuro del lavoro. Una visione che invita a concepire gli spazi mobili, biofilici e radicati nei territori, capaci di restituire agli individui non solo comfort e tecnologia, ma soprattutto libertà.
Kuma Mobile Office. Ph by Imada Photo Service
Kuma Mobile Office. Ph by Imada Photo Service
Kuma Mobile Office. Ph by Imada Photo Service
Kuma Mobile Office. Ph by Imada Photo Service
Di questo numero leggi anche:
WORKSCAPE
Il lavoro non è più un luogo, ma un paesaggio mentale. L’ufficio evolve in ecosistema culturale e sensoriale, dove architettura e pensiero si fondono per generare esperienza
LA FÁBRICA
Un ecosistema creativo in perenne trasformazione. Qui non esistono postazioni fisse o gerarchie spaziali: il lavoro si svolge tra gallerie sotterranee, giardini, tetti e navate, in un continuo attraversamento che stimola incontri e nuove modalità di pensiero.
SHARING BIG IDEAS
NeueHouse Madison Square, un progetto di Rockwell Group, dove l’architettura incontra la comunità creativa. Un ex edificio industriale diventa spazio fluido di lavoro e ospitalità



