WATERLINE
Esistono architetture che guardano l’acqua e altre che ne assumono la presenza come condizione del progetto. In questa seconda dimensione, il mare, il lago o la costa non sono semplicemente un panorama da contemplare, ma diventano materia atmosferica, vincolo climatico, orizzonte culturale. Costruire accanto all’acqua significa confrontarsi con una soglia instabile: una linea mobile in cui luce, riflessi, vento, salsedine, erosione e tempo modificano continuamente la percezione dello spazio. In questo numero, l’acqua non è mai sfondo. Attraversa le architetture, ne influenza i materiali, la luce, le aperture e il modo stesso di abitare.
Dalla Corsica al Messico, dalla Costa Azzurra alle Keys, da Capri al Lago di Como,
undici progetti raccontano modi diversi di aderire alla topografia, sospendersi sulla
costa, assorbire la luce marina o trasformare il paesaggio in esperienza domestica.
In Villa Cala Rossa, Studio Asaï costruisce sulla costa corsa un’architettura che sembra comprendersi pienamente solo dal mare. Il maquis, il granito rosato, il pino scuro e la terracotta definiscono una presenza trattenuta nel paesaggio, mentre la piscina prolunga otticamente la linea del Mediterraneo. In Casa Piscina del Cielo, Zozaya Arquitectos lavora invece sulla costa pacifica del Messico con una radicalità diversa: la casa nasce da un terreno segnato da pendenze e formazioni rocciose lasciate intatte come elementi strutturanti, mentre una piscina lunga ventisette metri si protende oltre la scogliera trasformando l’acqua in un’esperienza di sospensione tra cielo e oceano. Il rapporto con l’acqua assume una dimensione più esplicitamente climatica in Van der Vlugt Residence di Strang Design, nelle Upper Florida Keys, dove l’architettura viene sollevata dal suolo per rispondere alla vulnerabilità del territorio, alle maree e alle possibili mareggiate. Qui il waterfront non coincide con un’immagine idilliaca, ma con una precisa condizione ambientale contemporanea. Sulla costa settentrionale dell’Egitto, Sphinx, la residenza progettata da Fran Silvestre Arquitectos porta invece il Mediterraneo su un piano quasi astratto: una struttura a sbalzo ispirata alla figura della sfinge trasforma l’orizzonte marino in misura percettiva, lavorando su equilibrio, gravità e rarefazione formale.
Abitare accanto all’acqua oggi non significa più soltanto costruire una casa con
vista. Significa misurarsi con un paesaggio che attraversa il progetto, lo modifica e
ne definisce continuamente i confini.
Il Mediterraneo attraversa gran parte del numero come geografia culturale prima ancora che fisica. In Villa Nicky, a Cannes, Caprini & Pellerin costruiscono una casa in cui il mare non dipende soltanto dalla vista, ma da una qualità sottile dell’abitare: travertino, rovere, alluminio fuso, riferimenti nautici e aperture verso la terrazza definiscono una continuità lenta tra interno ed esterno. A Cap Martin, Villa Pineda racconta invece un’altra relazione con il paesaggio. Humbert & Poyet intervengono sull’eredità di Luigi Caccia Dominioni senza congelarla, restituendo alla villa una nuova vita fatta di materia, memoria e misura contemporanea. In Italia, questa relazione si declina attraverso registri molto diversi. Sulla Baia del Silenzio di Sestri Levante, FNA Concept lavora su una casa verticale in cui calce, ferro, legno, lino e fibre naturali costruiscono un interno essenziale attraversato dalla luce ligure e dalla ventilazione marina. A Capri, la residenza progettata da Giuliano Andrea dell’Uva rilegge la tradizione isolana attraverso cemento modellato a mano, artigianato locale e memoria modernista, restituendo un’idea di quotidianità mediterranea lontana da qualsiasi stereotipo. Lake Como Residence di Pierattelli Architetture dimostra come anche l’acqua lacustre possa diventare materia atmosferica: riflessi, boiserie, luce naturale e arredi su misura costruiscono una domesticità calibrata, in cui il paesaggio entra negli interni senza mai dichiararsi apertamente. In Toscana, la residenza di Vincenzo De Cotiis affida invece al marmo verde, alle ossidazioni e alla densità delle superfici il compito di assorbire lentamente la luce e il territorio circostante. Nelle Alpilles provenzali, infine, L’Étoile des Baux, curata da Joséphine Fossey per Iconic House, trasforma una casa-vacanze scolpita nella roccia in un luogo ibrido tra residenza, atelier d’artista e hospitality d’autore, dove arte contemporanea, memoria mediterranea e materia minerale convivono in un equilibrio volutamente stratificato.
Private Residence, Italia. Project by Vincenzo De Cotiis. Ph by Ambroise Tézenas
Capri Residence, Italia. Project by Giuliano Andrea dell’Uva. Ph by Nathalie Krag
Private residence, Egypt. Project and photos by Fran Silvestre Arquitectos
L’Étoile des Baux, Iconic House, Provence. Project by Joséphine Fossey. Ph by Mr Tripper
Lake Como Residence. Project by Pierattelli Architetture. Ph by Thomas Pagani
Villa Pineda, Cap Martin. Project by Humbert & Poyet. Ph by Ludovic Balay
Private residence, Sestri Levante. Project by FNA Concept. Ph Monica Spezia, LivingInside
Piscina del Cielo, Messico. Project by Zozaya Arquitectos. Ph by Alex Krotkov
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Private residence. Cannes, Francia. Project by Caprini & Pellerin. Ph by Giulio Ghirardi
Van der Vlugt Residence, Florida. Project by STRANG Design. Ph by Kris Tamburello
Di questo numero leggi anche:
BAY OF SILENCE
Affacciata sulla Baia del Silenzio, una palazzina di inizio Novecento mantiene un rapporto diretto con il paesaggio. FNA Concept interpreta l’abitare al mare attraverso un linguaggio essenziale e materico.
CAPRI ALL YEAR
L’abitazione occupa una villa costruita negli anni Cinquanta da un architetto romano che reinterpretò il lessico dell’architettura locale attraverso una sensibilità sorprendentemente moderna.
TIDAL CONCRETE
Van der Vlugt Residence, progettata da Strang Design, affronta il tema dell’abitare costiero come risposta diretta a una condizione ambientale contemporanea


