BIG

Innovazione digitale e
progettazione immersiva

Fondato nel 2005 da Bjarke Ingels, BIG – Bjarke Ingels Group è uno studio di architettura che unisce audacia formale e soluzioni innovative, incarnando un equilibrio tra estetica, funzionalità e sostenibilità. Il cuore di questa visione è sintetizzato nell’acronimo BIG LEAP – Landscape, Engineering, Architecture, Planning, Products – che riflette l’approccio interdisciplinare del gruppo e la sinergia collettiva che caratterizza ogni progetto. Nel processo di ottimizzazione della progettazione, la tecnologia digitale gioca un ruolo centrale. Come spiega Ahmad Tabbakh, Design Technology Specialist presso la sede di New York, le nuove tecnologie vengono utilizzate non solo come strumenti, ma come leve essenziali per migliorare e accelerare i flussi di lavoro: dalla modellazione concettuale con Rhino, alla progettazione parametrica con Grasshopper e Dynamo, fino alla realtà estesa con Meta Quest 3 e Apple Vision Pro. Questi dispositivi, sebbene ancora in fase di evoluzione, consentono di immergersi in spazi virtuali per esplorare materiali, interagire con i dettagli architettonici e facilitare la collaborazione tra progettisti, clienti e costruttori. Tra le soluzioni più avanzate sviluppate internamente dallo studio spicca l’applicazione BIG Showroom, pensata per visualizzare digitalmente arredi e complementi, offrendo ai clienti un’esperienza interattiva che elimina la necessità di prototipi fisici ingombranti.

L’Intelligenza Artificiale introduce un nuovo paradigma di interazione:
modelli tridimensionali dinamici e ricchi di informazioni permettono a clienti e professionisti
di esplorare e comprendere ogni dettaglio del progetto in modo intuitivo e immersivo,
ridefinendo il dialogo tra creatività e tecnologia.

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AI City project by Bjarke Ingels Group

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il processo creativo e produttivo. Tabbakh sottolinea come l’IA consenta di automatizzare compiti ripetitivi, come la generazione di varianti di materiali o finiture, riducendo drasticamente i tempi di lavoro. Parallelamente, queste tecnologie diventano strumenti di comunicazione e apprendimento, permettendo a clienti e professionisti di interagire con modelli tridimensionali dinamici e informativi. La tridimensionalità, infatti, è una delle dimensioni più rilevanti nell’architettura contemporanea, non solo per la progettazione, ma anche per la documentazione e gestione degli edifici. L’adozione del BIM per il monitoraggio della manutenzione e delle performance energetiche rappresenta, secondo Tabbakh, un progresso significativo verso città più sostenibili e compatte, cruciali per affrontare l’urbanizzazione del XXI secolo. Guardando al futuro, BIG esplora il potenziale della Realtà Aumentata come strumento quotidiano integrato nella vita di progettisti e utenti. Tuttavia, Tabbakh difende il valore della materialità, sottolineando come modelli fisici e mock-up rimangano insostituibili per testare la fattibilità delle idee progettuali e catturarne il carattere tangibile. In un dialogo continuo tra tradizione e innovazione, BIG dimostra come il digitale non sostituisca il passato, ma lo amplifichi e lo evolva, spingendo l’architettura verso soluzioni più circolari, sostenibili e coinvolgenti.

AI City, il campus tecnologico dedicato all’innovazione,
intelligenza artificiale, robotica e big data che sorgerà a Chongqing,
nel sud-ovest della Cina commissionato da Terminus Group,
è un progetto di BIG.

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AI City project by Bjarke Ingels Group

Tra i progetti a cui lo studio sta partecipando c’è AI City, un manifesto urbano tra tecnologia e paesaggio commissionato da Terminus Group. Nella regione montuosa di Chongqing, nel sud-ovest della Cina, sta per sorgere un campus tecnologico che si presenta come una rivoluzione nella progettazione urbana e tecnologica. AI City non è solo un luogo fisico, ma un ecosistema complesso che integra intelligenza artificiale, robotica, Internet of Things e sostenibilità ambientale per immaginare un futuro dove natura e tecnologia coesistono in simbiosi. Il concept architettonico trae ispirazione dalle formazioni montuose locali, traducendole in un linguaggio architettonico di tetti ondulati che alternano concavità e convessità, evocando valli e picchi. Questi tetti verdi non sono un mero espediente estetico: diventano giardini pensili accessibili e spazi pubblici multifunzionali, mentre di notte si trasformano nel più grande display digitale della Cina, una celebrazione simbolica della fusione tra paesaggio e tecnologia. La griglia urbana, rigorosamente concepita, distribuisce edifici dedicati a uffici, spazi commerciali e luoghi di aggregazione, enfatizzando la continuità tra gli ambienti interni e il paesaggio circostante. Inoltre, il design bioclimatico assicura protezione dagli agenti atmosferici e ottimizzazione delle risorse naturali, con tetti posizionati strategicamente per garantire ventilazione e controllo termico. L’ambizione di AI City non si limita a soddisfare le esigenze della vita umana: il campus è concepito per accogliere ogni forma di vita, da quella vegetale a quella animale, fino a ciò che BIG definisce “vita artificiale”. Gli spazi sotto il “tetto verde” ospitano mercati, ristoranti ed esposizioni, integrando tecnologie innovative che permettono a robot e umani di lavorare in sinergia. Questo approccio olistico ridefinisce l’idea stessa di smart city, includendo anche una mobilità sostenibile garantita da veicoli autonomi, e-bike e robot intelligenti. AI City è una dimostrazione della capacità di sfruttare la tecnologia come strumento per migliorare la sostenibilità. L’Internet of Things e i sistemi di intelligenza artificiale raccolgono e processano i dati in tempo reale, anticipando e rispondendo ai bisogni dei suoi abitanti. La natura, invece, diventa un alleato del progetto: i tetti verdi e le facciate biofiliche non solo migliorano il microclima urbano, ma promuovono la biodiversità, facendo di AI City un esempio di architettura che rigenera, anziché consumare. Questo gesto architettonico riflette la filosofia di Bjarke Ingels, che vede nell’architettura non solo una disciplina tecnica, ma un mezzo per creare dialoghi culturali e ambientali. Con AI City, Bjarke Ingels Group definisce un nuovo standard per le città intelligenti: spazi che non solo rispondono alle necessità dei loro abitanti, ma che anticipano le esigenze di un mondo in rapido cambiamento. Questo progetto incarna l’essenza della progettazione contemporanea, dove l’architettura si fa promotrice di una simbiosi tra uomo e ambiente, trasformando ogni elemento del costruito in una risorsa al servizio della collettività e del pianeta.

AI City rappresenta un progetto visionario che spinge i limiti della tecnologia,
della sostenibilità e dell’urbanistica. Abbiamo chiesto a ChatGPT
se dal punto di vista tecnologico questo progetto è realizzabile.

“In termini tecnologici, molti degli elementi proposti da AI City sono realizzabili singolarmente e su scala ridotta. Tuttavia, la sfida risiede nell’integrazione di tutte queste componenti in un unico sistema coerente e funzionante. Progetti come AI City richiedono un alto livello di collaborazione tra architetti, ingegneri, programmatori e urbanisti, oltre al supporto di istituzioni governative e finanziatori privati. AI City non è irrealizzabile, ma rappresenta una frontiera estrema dell’innovazione urbana. La sua realizzazione concreta dipenderà dalla capacità di affrontare problemi complessi legati a costi, infrastrutture e accettazione sociale. L’interconnessione di milioni di dispositivi genera problemi di privacy, sicurezza dei dati e vulnerabilità agli attacchi informatici. In ogni caso, anche se non dovesse essere completamente attuabile in tempi brevi, il progetto fornisce una visione ispiratrice e pionieristica per il futuro delle città.” – ChatGPT

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AI City project by Bjarke Ingels Group

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AI City project by Bjarke Ingels Group

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