CITTÀ DI FANGO

Nel cuore della penisola arabica, lo Yemen custodisce una delle civiltà urbane più antiche del mondo. Sana’a, la capitale, è abitata da oltre 2.500 anni ed è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Il suo centro storico, con oltre 7.000 edifici in mattoni di fango, alti fino a cinque piani e decorati con vetri colorati e motivi geometrici è stata una delle prime città a convertirsi all’Islam e oggi ospita nel suo centro storico più di cento moschee oltre a 14 hammam. Nello Yemen centrale, la città murata di Shibam offre un altro straordinario esempio di architettura vernacolare: torri in fango essiccato risalenti al XVI secolo, alte fino a sette piani. Le abitazioni erano strutturate in verticale per scopi climatici e difensivi: gli animali e gli utensili al piano terra, i viveri al secondo, gli anziani al terzo e gli ospiti al quarto. La cinta muraria proteggeva dagli attacchi tribali e forniva un punto di osservazione strategico. Senza restauri, risorse e protezione, il passato rischia di non arrivare al domani. Nel 2008, un ciclone tropicale ha colpito Shibam, causando allagamenti e danni diffusi. Da allora, i cambiamenti climatici e la scarsità di fondi per la manutenzione hanno indebolito il patrimonio. L’esodo giovanile ha aggravato la situazione, rendendo difficile la trasmissione delle competenze necessarie per restaurare i mattoni crudi e mantenere gli edifici.

Tra le città più antiche del mondo, Sana’a e Shibam
raccontano una civiltà urbana nata dal fango e dalla luce.
Torri verticali, geometrie islamiche e architetture vernacolari
oggi lottano contro l’abbandono.

Nel 2014, ha avuto inizio la guerra civile yemenita. Il gruppo ribelle Houthi ha preso il controllo della parte occidentale del Paese, inclusa Sana’a. Nel marzo 2015, una coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha avviato una campagna militare aerea contro gli Houthi, colpendo infrastrutture governative e militari ma anche aree urbane densamente abitate. Uno di questi raid ha interessato la città vecchia di Sana’a: un missile ha colpito una casa nel centro storico, uccidendo almeno cinque persone e distruggendo diversi edifici. L’UNESCO ha condannato pubblicamente l’attacco, evidenziando il rischio di perdita di un patrimonio architettonico millenario. Nel frattempo, Shibam, pur non coinvolta direttamente nei combattimenti, è rimasta esposta all’abbandono sistemico. Inserita dall’UNESCO nella lista del patrimonio in pericolo, la città sopravvive grazie a una comunità di circa 3.000 abitanti che continua a praticare modelli di vita tradizionali. Tuttavia, i 444 edifici in fango sono oggi vulnerabili all’erosione, alle piogge e al calore, in assenza di restauri efficaci. Un patrimonio millenario resiste nel cuore di una guerra che ne minaccia l’anima. Oggi, lo Yemen è il simbolo vivente di una doppia ferita: quella del corpo sociale e quella della memoria culturale. Le sue città storiche – Sana’a e Shibam in primis – resistono come possono. Ma senza interventi urgenti, rischiano di essere ricordate non per ciò che erano, ma per ciò che non è stato salvato.

Città di Fango_01

Shibam, Yemen

Città di fango_02

Alcune persone tra le macerie di un edificio di Sana’a dopo un attacco aereo saudita, 12 giugno 2015. Photo by AP Alex Potter

Città di fango_03

Sana’a dopo un attacco aereo saudita, il 12 giugno 2015. Photo by Mohammed Huwais/AFP/Getty Images

Città di fango_04

Sana’a dopo un attacco aereo saudita, il 12 giugno 2015. Photo by Alex Potter

Città di fango_05

Bakeel Jahes, 27 anni, mentre tiene in mano la sabbia del terreno desertificato. Credit: Gabreez / Oxfam

Città di fango_06

Sana’a, Yemen. © Editions Gelbart | Jean-Jacques Gelbart Copyright

Città di fango_07

Yemen Hill town, photo by Charles Fred

Di questo numero leggi anche:

LINEA VERDE

LINEA VERDE

Un confine invisibile taglia la Cisgiordania e attraversa Gerusalemme. È più di una linea, è muro, separazione, potere. Dove si incontrano religione, architettura e geopolitica.

leggi tutto
SGUARDI FEMMINILI

SGUARDI FEMMINILI

Shirin Neshat esplora i confini tra fede, identità e femminilità. Uno sguardo potente su ciò che è visibile, e ciò che viene taciuto.

leggi tutto
CAMERA CON VISTA

CAMERA CON VISTA

Nel cuore di Betlemme, Banksy trasforma l’arte in protesta. Un hotel affacciato sul muro israeliano diventa installazione permanente.Satira, confine e identità si incontrano tra le stanze del Walled Off Hotel

leggi tutto