RED IN ROME
by DSIGNINC
Nel cuore di Roma, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, The Couper Umiltà interpreta l’ospitalità come un’esperienza sensoriale totale. Il progetto, firmato da DSIGNINC Milano, lo studio fondato da Domenico Iovine e Vincenzo Sabatino, prende le distanze dalle retoriche dell’hotel boutique neutrale e rarefatto per costruire un interno vibrante, saturo, profondamente materico. Un luogo in cui il colore diventa architettura, la luce si fa narrazione e ogni gesto progettuale è orientato alla costruzione dell’atmosfera. L’ingresso rappresenta il primo atto di una regia cromatica precisa e consapevole: un corridoio immerso in un rosso laccato ad alta brillantezza, steso come una pellicola continua su pareti e archi, che scandisce la sequenza spaziale. In questo campo cromatico intenso, oggetti scultorei di ispirazione classica, busti, teste, frammenti bianchi, emergono come presenze silenziose. Non decorazioni, ma veri e propri dispositivi di orientamento visivo, capaci di instaurare un dialogo sottile con la città. La loro purezza materica contrasta con la densità dello sfondo, costruendo un equilibrio calibrato tra intensità e pausa.
Un progetto di ospitalità che usa il colore come architettura.
A Roma, DSIGNINC costruisce un interno saturo, materico, anti-neutro.
Luce, superficie e materia danno forma a un’esperienza sensoriale totale.
Il progetto si fonda su una grammatica di contrasti misurati: lucido e opaco, caldo e freddo, pieno e rarefatto. È in questa tensione controllata che lo spazio trova la propria identità, secondo un linguaggio tipico di DSIGNINC, che costruisce emozione attraverso la frizione tra materiali, superfici e colori. The Couper Umiltà non aderisce all’immaginario dell’hotel romano “classico”, né percorre la strada del minimalismo internazionale. Sceglie invece la via dell’intensità: un’estetica piena, dichiarata, anti-neutra. Una visione che interpreta Roma non per citazione letterale, ma restituendone la natura stratificata, sensuale e luminosa. In questo senso, l’ospitalità diventa una vera e propria drammaturgia dello spazio. The Couper Umiltà si configura come un frammento di Roma tradotto in esperienza estetica, pensato per lasciare una traccia nella memoria. Fondato nel 2010, DSIGNINC nasce dall’incontro tra i percorsi di Domenico Iovine e Vincenzo Sabatino, maturati tra architettura, design e moda. Lo studio sviluppa un linguaggio personale che attraversa interiors, allestimenti ed exhibition design, mantenendo una riflessione costante sul rapporto tra contenitore e contenuto. In controtendenza rispetto alle ultime semplificazioni formali, DSIGNINC afferma una visione dell’architettura come fusione consapevole di spazio, materia e oggetto. Ne derivano progetti fortemente materici, caratterizzati da sovrapposizioni temporali e riferimenti eterogenei, capaci di restituire un risultato eclettico, colto e profondamente identitario.
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Roma, The Couper Umiltà, project by DSIGNINC. Ph by Davide Dusnasco
Di questo numero leggi anche:
COLOUR AS SPACE
Eligo Studio firma una penthouse veneziana in cui il colore diventa architettura
DELIBERATELY UNCONVENTIONAL
Paolo Castellarin e Didier Bonnin trasformano la casa in un manifesto visivo
CHROMATIC DEPTHS
Paolo Frello trasforma la monocromia in architettura abitata



