LIVING IN COLOUR
by Victoria-Maria Geyer
A Bruxelles, in una villa del 1932 immersa in un giardino selvatico e avvolta da un’architettura a graticcio dal sapore rurale, Victoria-Maria Geyer riscrive l’idea stessa di interior domestico attraverso una celebrazione radicale del colore. Lontana dalla compostezza tonale che spesso caratterizza il design belga contemporaneo, la designer tedesca compie una scelta opposta: non sottrarre, ma espandere; non calmare, ma intensificare. La casa – oltre 550 metri quadrati pensati per una famiglia di sei persone – diventa il teatro di una sensibilità cromatica immersiva, generosa, attraversata da humour e libertà espressiva. Il colore è il vero dispositivo progettuale. Il giallo, dichiaratamente amato dalla designer e condiviso dalla committenza, assume il ruolo di tonalità identitaria, ma non esclusiva. L’intero progetto è costruito come un organismo policromo, in cui ogni ambiente sviluppa una propria intensità: l’ingresso rosa introduce una nota inattesa per una casa dalle dimensioni quasi manoriali; la sala da pranzo rossa amplifica la dimensione conviviale; la cucina, dominata da un massiccio piano in pietra lavica irregolare, vivo e imperfetto, diventa il contrappunto materico di un progetto che abbraccia l’artigianalità come valore poetico.
Una villa anni Trenta trasformata dal colore.
A Bruxelles, Victoria-Maria Geyer propone un interno immersivo.
Gioia e libertà sono il messaggio chiave.
Molti arredi sono disegnati su misura. La cabina armadio in rovere, l’angolo colazione rivestito di piastrelle provenienti dal Marocco, le superfici dense e tattili introducono una dimensione narrativa che non teme il decorativismo, purché sia autentico. I viaggi di Geyer – dal Rajasthan all’Andalusia – alimentano un immaginario che attinge a culture, pattern e tradizioni differenti, sempre filtrate attraverso una sensibilità europea colta e sorprendente. La collaborazione con Pierre Frey, consolidata nel tempo, emerge nella scelta della carta da parati illustrata per la camera da letto: un paesaggio pittorico che trasforma l’intimità notturna in un ambiente onirico e avvolgente. Questo progetto dimostra come il colore, liberato dal ruolo di semplice accento, possa diventare architettura, psicologia, gesto culturale. In un contesto come Bruxelles, spesso segnato da un minimalismo misurato, la villa introduce una visione alternativa: una casa che rivendica il diritto alla gioia, all’ironia, alla fantasia come forme legittime dell’abitare contemporaneo. Nata in Germania e oggi basata a Bruxelles, Victoria-Maria Geyer è un’interior architect e designer riconosciuta a livello internazionale. Autodidatta, con una formazione che intreccia giornalismo, storia dell’arte e design, lavora per una committenza curiosa e cosmopolita, sviluppando progetti residenziali e di arredo caratterizzati da un linguaggio eclettico e audace. Il suo stile, spesso definito iconoclasta, si fonda sulla capacità di mescolare con naturalezza elementi antichi e contemporanei, mantenendo un equilibrio raro tra attualità e unicità. Il risultato è un approccio riconoscibile, libero e profondamente narrativo, in cui il colore diventa il mezzo privilegiato per costruire identità e atmosfera.
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
Bruxelles, Whimsical family villa, project by Victoria-Maria Geyer. Ph by Clement Vayssieres
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