CINEMATIC MILANO
by Gilles & Boissier
Nel centro storico di Milano, in un palazzo in stile Liberty dove la famiglia Ruffini abita da generazioni, Gilles & Boissier trasformano l’ex ufficio di famiglia di 325 metri quadrati nel primo vero appartamento di Pietro Ruffini, fondatore di Archive e figlio di Remo, CEO di Moncler. Ne nasce un interno che sceglie consapevolmente il registro del cinema più che quello del semplice lusso residenziale. Soffitti alti, campate libere e una pianta a U affacciata su una corte interna costituiscono il punto di partenza del duo francese, che rilegge lo spazio come un omaggio dichiarato alla tradizione milanese. Il pavimento in marmo e travertino con disegno a losanghe incrociate rimanda direttamente a Piero Portaluppi e a Villa Necchi, mentre la scala, i contrasti cromatici e le cornici in ottone lucidato introducono una dimensione più teatrale, fatta di riflessi, riverberi e profondità visive. Il grande ambiente principale, che attraversa in larghezza l’intero edificio, è concepito come un unico set articolato: una sequenza di lounge, zona pranzo e bar, orchestrata da due armadi vetrati a tutta altezza che funzionano come quinte trasparenti, e da un bancone che rilegge in chiave domestica il linguaggio dei bar metropolitani.
Un interno residenziale che guarda al linguaggio del cinema.
Gilles & Boissier reinterpretano la tradizione milanese attraverso luce,
colore e materia.
Il percorso si fa più intimo senza perdere intensità nelle zone di passaggio. Un corridoio con pavimenti e boiserie scuri, dichiaratamente anni Settanta, agisce come camera di decompressione tra la sala principale e gli spazi più raccolti. La materialità del progetto segue una progressione continua: parquet a disegno geometrico in legni scuri, inserti di marmo verde lungo le soglie, imbottiti in velluto, pannelli rivestiti, ottone satinato che avvolge stipiti e volumi come una lamina liquida. La scala elicoidale in acciaio nero diventa un episodio scultoreo a sé, un corpo plastico che attraversa lo spazio e lo connette su due livelli. Nella zona notte, raggiunta attraverso un corridoio volutamente buio che amplifica l’effetto di soglia, Gilles & Boissier radicalizzano il tema dell’interno cinematografico: una camera quasi monocroma, giocata su bianco, avorio e riflessi metallici. Il bagno en suite porta all’estremo il tema del colore come materia. Marmi a forte disegno rivestono piani, vasche e nicchie, alternandosi a una griglia di specchi che rende il perimetro quasi immateriale, mentre corpi illuminanti verticali in vetro costruiscono un chiaroscuro da set teatrale. In un momento in cui molti interni domestici si rifugiano in neutralità rassicuranti, l’appartamento rivendica il diritto al dramma. Non come gesto ridondante, ma come scelta progettuale consapevole, che utilizza colore e materia per costruire un racconto coerente sull’abitare urbano contemporaneo, mantenendo Milano, la sua storia, la sua cultura del dettaglio, la sua idea di lusso misurato, come riferimento costante, anche quando la scena sembra, per un istante, spostarsi altrove.
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
Milano, project by Gilles & Boissier. Ph by Michael Paul
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