OTHERWORLDLY
Ci sono luoghi che sembrano appartenere a un altro mondo. Paesaggi estremi, territori remoti, architetture sospese tra terra e cielo, costruzioni che trasformano il viaggio in un’esperienza capace di modificare la nostra percezione dello spazio e del tempo. OTHERWORLDLY attraversa undici progetti che sembrano spingersi oltre i confini dell’ordinario. Nel deserto di AlUla, Sky View Restaurant di Giò Forma emerge nella notte riflettendo il cielo e le rocce di Hegra; sulla cima del Titlis, Herzog & de Meuron trasformano una torre per telecomunicazioni in un osservatorio sulle Alpi chiamata appunto Titlis Tower; mentre sul Meishajian Viewing Platform, a Shenzhen, line+ studio sceglie di “riparare invece di costruire”, trasformando una ferita nel terreno in un punto da cui contemplare il paesaggio.
Undici progetti ai confini dell’ordinario,
tra deserti, montagne, oceani e paesaggi estremi.
Architetture che trasformano il modo di abitare, osservare e attraversare il mondo,
costruendo esperienze sospese tra natura, viaggio e immaginazione.
Altrove, l’architettura cerca il limite. In Patagonia, le capsule trasparenti di Ovo Patagonia rimangono sospese a 270 metri dal suolo di fronte al Fitz Roy; sulla Skeleton Coast della Namibia, Shipwreck Lodge di Nina Maritz Architects trasforma l’immagine di un relitto in un rifugio tra deserto e oceano; nell’Hardangerfjord norvegese, Salmon Eye progettato da Kvorning Design emerge dall’acqua come una presenza quasi extraterrestre, custodendo al proprio interno gli spazi intimi di Restaurant Iris progettati da Norm Architects. Nella Matarraña, due visioni radicalmente diverse esplorano nuove forme dell’abitare: Solo Pezo di Pezo von Ellrichshausen disegna una piattaforma di cemento sospesa sull’orizzonte, mentre Solo OFFICE di OFFICE Kersten Geers David Van Severen traccia un cerchio nel paesaggio i cui confini possono quasi scomparire. In Giappone, Tunnel of Light di MAD Architects trasforma invece 750 metri di infrastruttura sotterranea in un percorso attraverso luce, acqua, arte e natura, fino a restituire il paesaggio sotto una forma completamente nuova. E poi c’è il viaggio stesso, che diventa un altro mondo da abitare. A bordo del British Pullman, Baz Luhrmann e Catherine Martin trasformano una carrozza del 1932 in Celia, un set cinematografico in movimento tra teatro e immaginazione. Sul mare, Orient Express Corinthian di Maxime d’Angeac recupera invece il gesto antico della navigazione a vela per immaginare il futuro del viaggio attraverso una nave lunga 220 metri, sospesa tra tecnologia, artigianato e orizzonte. Undici progetti lontanissimi per geografia, scala e funzione, accomunati dalla capacità di portarci altrove. Perché a volte non serve lasciare questo pianeta per entrare in un altro mondo. Basta cambiare il modo in cui lo attraversiamo, lo osserviamo e lo abitiamo.
TITLIS Tower, Engelberg, Switzerland. Project by Herzog & de Meuron. Ph Maris Mezulis
Corinthian, Orient Express. Project by Maxime d’Angeac. Ph courtesy of Orient Express
Salmon Eye, Hardangerfjord, Norway. Project by Kvorning Design. Restaurant interior by Norm Architects. Ph by Jonas Bjerre-Poulsen & Restaurant Iris
The Chedi Hegra, Sky View Restaurant, AlUla, Saudi Arabia. Project by Giò Forma. Ph Courtesy of Giò Forma
Tunnel of Light, Kiyotsu Gorge, Japan. Project by MAD Architects. Ph courtesy of MAD
Celia by Belmond British Pullman. Project by Baz Luhrmann e Catherine Martin. Ph by Ludovic Balay
Solo Pezo, Barcellona, Spain. Project by Pezo von Ellrichshausen. Photo by Cristobal Palma
Shipwreck Lodge, Namibia. Project by Nina Maritz Architects. Ph by Shawn van Eeden
Meishajian Viewing Platform, Shenzen, China. Project by line+ studio. Ph by Yu Bai
Solo OFFICE, Barcellona, Spain. Project by OFFICE Kersten Geers David Van Severen. Ph courtesy of Office KGDVS
Ovo Patagonia, Argentina. Project by Ezequiel Ruete, Luis Aparicio, studio Perspectiva Aérea. Ph courtesy of Ovo Patagonia
Di questo numero leggi anche:
DESERT SKY
Nel deserto di AlUla, un’antica struttura costruita per raccogliere e conservare l’acqua diventa un luogo da cui osservare il cielo.
THE NEW ODYSSEY
Orient Express porta il viaggio sul mare con Corinthian: 220 metri, tre vele rigide e un progetto di Maxime d’Angeac tra artigianalità, ospitalità e innovazione.
HIGH ALTITUDE
Herzog & de Meuron trasformano una torre per telecomunicazioni degli anni Ottanta in una nuova architettura panoramica


