WHIRLPOOL GEOMETRIES
by Wallmakers
Ai margini di una gated community nel paesaggio collinare di Shoolagiri, Chuzhi prende forma a partire da un lotto considerato residuale: una porzione di terreno segnata da roccia affiorante, pendenze irregolari, alberi maturi e una vegetazione difficile da attraversare, una condizione che, più che limitare il progetto, ne diventa il presupposto. Nel cuore di questo contesto, lo studio Wallmakers dimostra come sia possibile costruire su terreni complessi e apparentemente inadatti, senza forzare il sito ma lavorando in continuità con esso. L’architettura si costruisce per aderenza, lasciando che siano gli elementi esistenti – in particolare i tre grandi alberi di tamarindo – a orientare l’impianto, che non si dispone attorno a un perimetro definito ma si organizza per avvolgimenti successivi. Il principio generativo è quello del vortice: una serie di muri curvilinei che si sviluppano avvolgendosi attorno agli alberi e costruendo uno spazio continuo, privo di angoli netti.
Nel cuore della pittoresca cittadina di Shoolagiri in India,
lo studio Wallmakers dà vita a Chuzhi dimostrando come sia possibile costruire
su terreni difficili, insoliti e non sempre favorevoli.
Le pareti non delimitano semplicemente gli ambienti, ma ne determinano la sequenza, guidando il movimento e modulando il grado di apertura e intimità. L’abitazione si inserisce nel terreno riducendo la propria presenza visiva e lasciando che la superficie resti libera e attraversabile, in continuità con l’ecosistema esistente. Il tetto, praticabile, diventa uno spazio di relazione attorno alle alberature, mentre al di sotto si sviluppa un ambiente domestico raccolto, definito dalla massa e dalla curvatura delle pareti. Il sistema costruttivo traduce questa logica in materia: i muri sono realizzati attraverso elementi prefabbricati in terra e detriti, integrati con bottiglie di plastica recuperate che contribuiscono a definire la struttura e la geometria del progetto. Non si tratta di un gesto dimostrativo, ma di un processo che lavora sulla disponibilità dei materiali e sulla loro capacità di costruire massa. All’interno, lo spazio si articola senza compartimentazioni rigide; le funzioni si dispongono lungo il flusso generato dalle pareti, mentre la copertura in parte vetrata introduce la luce dall’alto e mantiene una relazione costante con la vegetazione. Vivere sotto la chioma degli alberi diventa così una condizione percettiva, in cui architettura, terreno e vegetazione condividono lo stesso campo operativo.
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
Chuzhi House, Shoolagiri, India. Project by Wallmakers. Ph by Syam Sreesylam
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